Artisti5-DEFINITIVO

            Catellani Greta

 

METAMORPHOSIS-STEICHEN
20140413Mostra

Biografia 


        
La luce che annuncia il crepuscolo di una giornata di fine primavera irrompe nell’atelier dall’ampio lucernario. I tagli di sole illuminano una tela collocata sul cavalletto, dov’è dipinto un corpo. I muscoli sono tesi allo spasimo e sembra voglia tentare di sfuggire al pozzo di tenebra detto con il colore che lo circonda. Pare quasi di sentire la voce, incrinata per lo sforzo.
C’è una ragazza, a fianco del dipinto. È seduta su una poltrona. Lì vicino una libreria con volumi d’arte. Poco più in là, un tavolo ingombro di pennelli e di tubetti di colore.
È Greta Catellani, giovane con la passione della pittura. Durante la conversazione muove le mani, come a sottolineare le parole e, soprattutto, il pensiero creativo che l’ha spinta sul sentiero del linguaggio grafico-pittorico. La voce e le mani esprimono le idee che stanno alla base dei tanti quadri che ci circondano: ritratti, nature silenti giocate fra la tradizione e il pentagramma, paesaggi. Si tratta di una vera e propria esplorazione nel mondo del grafico-pittorico in cui si è addentrata con entusiasmo da qualche anno a questa parte. Con entusiasmo, sì. E con rigore. Già, perché la sua pittura comprende un’accurata fase di studio sugli esempi dei grandi dell’arte del passato, per arrivare a una riflessione sui maestri del secolo che ci siamo lasciati da poco alle spalle, soprattutto Giorgio Morandi, come s’intuisce dal chiarismo e dalle forme di alcune nature morte.
Emerge anche, nel suo muoversi nella pittura alla ricerca di un’identità artistica, un momento di vera e propria consapevolezza progettuale, che è alla base della realizzazione delle tele. Del resto, Greta, nella quotidianità, è insegnante di scuola, contesto in cui la progettualità è parte centrale del lavoro. E lei ha abilmente introdotto questa metodologia nel contesto grafico-pittorico, che ora è parte imprescindibile del suo essere, della sua vita. Ritratti, nature silenti giocate fra tradizione e pentagramma, paesaggi, si diceva…
Nella visita alla fucina creativa, emerge immediatamente una vivace ecletticità in cerca d’autore. Nelle nature silenti, ad esempio, è possibile individuare due filoni tematici. O meglio, sulla natura degli oggetti. Da una parte quegli elementi che appartengono alla tradizione padana, come ad esempio zucche, fagiani, cipolle; dall’altra, ciò che arriva dal vissuto, dalle passioni, come un contrabbasso, oppure la tastiera di un pianoforte. Così, se alcune tele restituiscono con sicura freschezza la memoria della buona tavola contadina, altre raccontano certe notti in musica trascorse nella Bassa, a Correggio. Magari suonando sulla scia del rocker di casa, il Liga. Dopotutto, è come se avesse ridato vigore, con taglio personale, al genere della natura morta, particolarmente in voga nel Rinascimento, quando v’erano botteghe pittoriche specializzate, che interpretavano il gusto popolare locale. Anche nobilitandolo. i ritratti. Volti fissati con meditativa immediatezza ci restituiscono lo sguardo curioso dalle pareti. E in più, a coronare il viso, le mani vengono messe in primo piano, senza esitazione, a ribadire la rigorosità della pennellata di chi padroneggia la figura e la materia. Ecco poi i paesaggi, eco della campagna che circonda lo studio. È un omaggio, dopotutto, alla tradizione paesaggistica reggiana del Novecento, quando pittori come Bazzani e Gandini dipingevano en plein air fra l’Appennino e il Po, contribuendo, insieme a tanti altri appassionati, a continuare il lascito di Ottorino Davoli per rafforzare quella che potremmo definire “una pittura dei campi”.
I suoi, sono prati sconfinati, dove la presenza umana è spesso estranea, in cui avviene una perfetta simbiosi elettiva fra l’autrice e la natura. Un felice incontro uomo-ambiente che ha il sapore dell’intima armonia di Greta, pittrice di grande sensibilità, già protagonista di varie mostre collettive. E di cui sentiremo ancora parlare nel multicolore mondo dei linguaggi creativi, un universo sempre ricco di sorprese per chi sa osservare con attenzione fra incanto e disincanto. (Massimo Tassi)




Contatti:  Catellani Greta emailButton
               



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