Artisti5-DEFINITIVO

Fausto Bianchini

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Biografia 


La donna con gli occhi chiusi, dalle forme rotonde dà un senso rassicurante di tranquillità, che dall’esteriorità della rappresentazione penetra in chi guarda facendo crescere una serenità interiore. È una donna simbolo-contadina fra campi fertili e ben ordinati dal lavoro o simbolo-ortolana al mercato, accanto ai polposi frutti della sua feconda terra, anch’essi simbolicamente carichi di significati. È riuscito in piena autonomia a dar vita al suo immaginario, traendo alimento e forza da una realtà contadina che ha intensamente vissuto e che ora ripropone nei suoi aspetti più simbolicamente suggestivi. La donna nella cascina di campagna si mostra nella sua dignitosa e quasi regale autorità. Era la Razdora di un tempo che, quanto meno entro le mura domestiche, non era sprovvista di potere ,in quella suddivisione di ruoli che caratterizzava allora la famiglia contadina. La vediamo in un dipinto di Bianchini dal titolo Solitudine della sera, mentre sbuccia patate, appesi alla parete tre utensili da cucina mentre una falce di luna nel cielo azzurro si affaccia alle sue spalle nel riquadro della finestra. In un altro dipinto Nel bosco a far legna, due donne si mostrano frontalmente mentre portano appesa alle spalle una gerla da cui spuntano tronchetti d’albero e stringono nelle mani arbusti e rametti accuratamente recisi. Più che vestite sono paludate con regale solennità per quella trasfigurazione mentale che compie il pittore nella rappresentazione di un mondo visto con gli occhi incantati del fanciullo. Altrettanta fiabesca solennità nelle donne al mercato, mentre, accanto alle loro ceste traboccanti, offrono i frutti della loro terra, quasi fossero divinità dispensatrici di doni. Anche quando la produzione artistica cominciava a dimostrarsi valida per l’originalità delle composizioni, Bianchini era sempre restìo a mostrarla in pubblico. Fu la moglie Nadia Foroni a dirgli: “Ma perché non partecipi al Premio Luzzara?” Bianchini non sembrava convinto e si dovette spronarlo non poco per farlo partecipare. Era il 1993. Ottenne uno dei riconoscimenti più prestigiosi, la Parete il diritto di esporre i suoi dipinti su un’intera parete dell’ex convento Buris Lodigiani di Villa Superiore, quale riconoscimento dell’originalità della proposta di un esordiente alla zavattiniana rassegna. A Rolo rimasero tutti sorpresi perché nessuno sapeva che Bianchini fosse così impegnato in pittura, non sospettavano che in paese ci fosse un così valido artista. Non se l’aspettava nemmeno Bianchini che trasse da quel primo importante successo l’incentivo ad impegnarsi maggiormente nella pittura rimanendo fedele a quella realtà contadina, vista specialmente nell’aspetto femminile che aveva fatto emergere nel suo immaginario, in cui l’ingenuità tipica dell’arte naif è potenziata dalla capacità di dare la sensazione di un tempo che rimane come sospeso con anacronistiche stranezze in un’aura quasi metafisica. (Alfredo Gianolio)


Contatti:  Fausto Bianchini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
                tel. 0522.666983
                cell. 339.7967317



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